ULTIME NEWS
1
MAGGIO 2016

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AVVISO AI PARTECIPANTI AL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
SI AVVISANO TUTTI I PARTECIPANTI AL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE CHE LE PREMIAZIONI AVVERRANNO SABATO 7 MAGGIO 2016 A PARTIRE DALLE ORE 15.30 PRESSO LA SALA KURSAAL DEL COMUNE DI GROTTAMMARE(AP)
17
APRILE 2016

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ISCRIVERSI ALLA PELASGO? NIENTE E' IMPOSSIBILE! PROVACI...
Campagna tesseramenti 2016: che aspetti?
16
APRILE 2016

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ENTRO IL 18 APRILE SARANNO COMUNICATE LE GRADUATORIE DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
Entro il 18 Aprile 2016 saranno comunicate le classifiche delle varie sezioni in cui è suddiviso il 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE. Entro il 23 Aprile gli Autori selezionati riceveranno comunicazione a mezzo mail, lettera o telefonata del risultato conseguito.












BUONA GIORNATA DALLA PELASGO 968 DI GROTTAMMARE!
28/05/2016
BUONA GIORNATA DALLA PELASGO 968 DI GROTTAMMARE!
Secondo ricerche storiche di cui si ha traccia negli scritti dello Speranza(Il Piceno) e del Mascaretti(Memorie storiche), il nome Ischia (sulla destra del Tesino vi era un castello con tale nome) compare nei Registri Episcopali Firmani a partire dal 968.
28/05/2016
BUONA GIORNATA DALLA PELASGO 968 DI GROTTAMMARE!

Secondo ricerche storiche di cui si ha traccia negli scritti dello Speranza(Il Piceno) e del Mascaretti(Memorie storiche), il nome Ischia (sulla destra del Tesino vi era un castello con tale nome) compare nei Registri Episcopali Firmani a partire dal 968.

Lo stesso storico Speranza, nota come il nome Ischia è sicuramente derivante dai Pelasgi, antica popolazione proveniente dall’Asia minore che invase le diverse regioni europee fino al IX secolo avanti Cristo, periodo in cui molti studiosi fanno risalire il loro arrivo nel Piceno.
Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana
24/05/2016
Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana
L’altro giorno, trovandomi al bar del mio paese a sorseggiare il mio caffè quotidiano, ho assistito ad una scena per certi versi curiosa. Un ragazzo e lo zio di mia conoscenza, seduti ad un tavolo del locale, stavano intrattenendo una discussione. L’adulto, emigrato negli Stati Uniti parecchi anni fa, comunicando con il nipote usava spesso termini che lasciavano perplesso il giovane. Questi non ne comprendeva chiaramente il significato, per cui il dialogo si interrompeva frequentemente. Ad esempio ricordo che lo zio, avendo avuto la necessità di soffiarsi il naso, esclamò: “
24/05/2016
Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana

L’altro giorno, trovandomi al bar del mio paese a sorseggiare il mio caffè quotidiano, ho assistito ad una scena per certi versi curiosa. Un ragazzo e lo zio di mia conoscenza, seduti ad un tavolo del locale, stavano intrattenendo una discussione. L’adulto, emigrato negli Stati Uniti parecchi anni fa, comunicando con il nipote usava spesso termini che lasciavano perplesso il giovane. Questi non ne comprendeva chiaramente il significato, per cui il dialogo si interrompeva frequentemente. Ad esempio ricordo che lo zio, avendo avuto la necessità di soffiarsi il naso, esclamò: “

Dunn’è l’ammuccaturi?”.  Lasciando basito il nipote il quale comprese il significato del termine solo dopo avergli visto uscire dalla tasca un fazzoletto. La cosa che più mi ha colpito in questa situazione è il fatto che - nonostante i due parlassero in dialetto siciliano - fossero evidenti delle difficoltà di comunicazione. Erano a confronto due generazioni e due diverse esplicazioni dello stesso dialetto.

Ma a cosa può essere dovuto un fatto del genere? Secondo me ha influito in maniera determinante il naturale adattamento di alcuni termini di uso comune, ai vari contesti socio-culturali nel susseguirsi degli anni. La diffusione dei mass-media (e della televisione in particolare) ha enormemente favorito questo processo di scarnificazione del dialetto arcaico. Insomma il dialetto si è evoluto.

Tutte le lingue sono soggette a questo processo evolutivo, senza il quale - secondo me - andrebbero a morire. È importantissimo che una lingua come quella siciliana che da più di 2500 anni ha resistito a svariate dominazioni (acquisendo da ognuna quei termini che i suoi parlanti hanno ritenuto opportuno adottare, magari “sicilianizzandoli” ma che è rimasta intatta nella sua struttura) si adatti a quelli che sono i tempi moderni. Oggi, a maggior ragione, vista la considerazione sbagliata che hanno avuto e che purtroppo continuano ad avere anche molti siciliani stessi della loro lingua - considerandola spesso sinonimo di ignoranza e cercando di allontanarla il più possibile dai loro dialoghi - è necessario fare in modo di utilizzare una forma di scrittura più comprensibile ai giovani, che li avvicini il più possibile alla lettura, che faccia sì che la sentano più vicina a quello che è il loro modo di esprimersi. Senza cadere però in inutili italianismi, ma utilizzando invece quei termini che - per consuetudine - sono entrati a far parte della lingua siciliana, soppiantando gli stessi sinonimi più arcaici. Ciò non significa che questi stessi termini - anche se desueti - non debbano essere tutelati. Anzi si dovrebbe fare in modo di far leggere ai giovani testi di letteratura del passato affinché - confrontandoli con quelli moderni - possano comprendere lo spirito di questa terra, la cultura del loro stesso popolo che deve andar fiero delle sue tradizioni, cercando di salvaguardarle e tutelarle, così com’è sempre

accaduto sin dalla notte dei tempi.

 

Giuseppe Gerbino

 

 

CHIESE SCONSACRATE.
23/05/2016
CHIESE SCONSACRATE.
Sono stata invitata, a Roma, al matrimonio di una mia ex paziente, una ragazza ebrea, e di un giovane di nobile famiglia cattolica. Appartenendo a due religioni diverse, si sposavano in Campidoglio con il solo rito civile. In realtà fummo indirizzati verso la Passeggiata Archeologica, nella chiesa sconsacrata dei santi Nereo e Achilleo. Esistevano ancora all'interno i segni di identificazione cattolica: un ciclo di storie di santi meravigliosamente affrescato dal Pomarancio in un tripudio di colori. Ho avvertito subito un forte senso di straniamento: il vociare, l'abbigliamento osé di certe ragazze, i disinvolti spostamenti degli invitati, le espressioni non moderate di rallegramenti e di gioia...
23/05/2016
CHIESE SCONSACRATE.

Sono stata invitata, a Roma, al matrimonio di una mia ex paziente, una ragazza ebrea, e di un giovane di nobile famiglia cattolica. Appartenendo a due religioni diverse, si sposavano in Campidoglio con il solo rito civile. In realtà fummo indirizzati verso la Passeggiata Archeologica, nella chiesa sconsacrata dei santi Nereo e Achilleo. Esistevano ancora all'interno i segni di identificazione cattolica: un ciclo di storie di santi meravigliosamente affrescato dal Pomarancio in un tripudio di colori. Ho avvertito subito un forte senso di straniamento: il vociare, l'abbigliamento osé di certe ragazze, i disinvolti spostamenti degli invitati, le espressioni non moderate di rallegramenti e di gioia...

Era come se anche noi, lì
presenti, contribuissimo a sconsacrarlo, se non addirittura a
dissacrarlo, quel luogo un tempo sacro!
Forse per superare inconsciamente il mio disagio, mi sono trovata a
fantasticare sullo stato d'animo degli sposi. Lui, che sin da bambino
avrà sognato un matrimonio in Chiesa, ora lo vedeva in qualche modo
realizzato, placando in sé un vago senso di colpa per aver sconfessato
il credo familiare. Lei, da parte sua, sarà stata scossa da un fremito
di piacere per aver varcato un luogo a lei proibito, per aver
effettuato una trasgressione ed un tradimento alla sua comunità
ebraica per essersi "assimilata". Ma quelle furono probabilmente
niente altro che libere associazioni da parte di una psicoanalista in
stato di disagio...
Di positivo in quella esperienza, oltre alla soddisfazione nel
constatare il benessere ormai consolidato della mia ex paziente, c'è
stata l'induzione a chiedermi  il motivo per cui tante Chiese vengono
sconsacrate e gli effetti che ne sono derivati. Tale operazione di
annullamento non deve aver lasciato indifferenti i veri fedeli, anzi
avrà suscitato in essi reazioni emotive non lievi, perché lì hanno
pregato, gioito, pianto, in tante cerimonie  del calendario
ecclesiastico, ma anche in quelle private, sia tristi che liete.
Quelle mura rinserrano la memoria familiare e quella civica e
sociale.
Ho letto che Andrea Di Martino, riunendo foto di 70 Chiese italiane
sconsacrate in un volume, lo ha intitolato, sull'esempio del film di
Nanni Moretti:" La Messa è finita". Certo, perché pur restando in quei
luoghi stucchi e affreschi, non c'è più spazio  per la preghiera, il
raccoglimento, la meditazione: le innovazioni architettoniche e
tecnologiche all'interno hanno determinato anche un cambiamento,
talvolta radicale, d'uso.
Penso allora che la sconsacrazione di alcune chiese sia dovuta a
diversi fattori:
la diversificazione delle religioni nel nostro territorio, la
diminuzione del clero, le forti variazioni della logistica dei riti.
L'esempio più calzante di questo ultimo fattore è derivata dalla
dislocazione delle cerimonie addirittura in Vaticano.
Con questi ultimi tre Papi, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI,
Francesco, esse si svolgono spesso all'esterno di S. Pietro, sulla
piazza. Man mano, dal sagrato delle chiese, si è passati a spazi
diversi, a cortili, terrazze, boschi, addirittura a stadi.
Questo dislocarsi dei siti delle funzioni religiose rappresenta anche
la concretizzazione del monito di Papa Francesco sulla necessità che
la Chiesa si apra alla società, al mondo? Perché durante le cerimonie
all'aperto possono accostarsi occasionalmente ai riti anche i non
credenti, i miscredenti, gli indifferenti, i delusi, che potrebbero
trovare risposte insperate alle loro inquietudini, ma anche un aiuto,

sia psicologico che materiale.

in questa prospettiva, allora, le strade, le case, gli asili, le
scuole, le carceri, possono diventare altrettanti luoghi "sacri" per
esprimere solidarietà umana e comunanza cristiana.

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    Graziella Carassi

STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?
16/05/2016
STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?
Stiamo remando tutti nella stessa direzione? Domanda riferita naturalmente all'ambito culturale e in prima battuta ai cosiddetti operatori culturali. O, se vogliamo dirla tutta, a noi associazioni che siamo impegnate in prima linea in questo sforzo sempre più immane di tenere in piedi un settore che scricchiola davvero di brutto. Se in periodi di crisi economica il “buon” Marchionne espatria in Usa, o in Canada, o in Serbia, o … fate voi, l'operatore culturale tipo Pelasgo non può alzarsi la mattina, caricare le sue scartoffie, i suoi bravi volumi di poesia, la sua piccola stilografica,
16/05/2016
STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?

Stiamo remando tutti nella stessa direzione? Domanda riferita naturalmente all'ambito culturale e in prima battuta ai cosiddetti operatori culturali. O, se vogliamo dirla tutta, a noi associazioni che siamo impegnate in prima linea in questo sforzo sempre più immane di tenere in piedi un settore che scricchiola davvero di brutto. Se in periodi di crisi economica il “buon” Marchionne espatria in Usa, o in Canada, o in Serbia, o … fate voi, l'operatore culturale tipo Pelasgo non può alzarsi la mattina, caricare le sue scartoffie, i suoi bravi volumi di poesia, la sua piccola stilografica,

salutare tutti i parenti e gli amici e …  ricominciare una nuova vita culturale magari in Nuova Zelanda(citiamo questo paese perché un nostro anziano collega aveva studiato a fondo il Paese in cui trascorrere gli ultimi anni e dopo attento studio aveva individuato la patria All Blacks per una serie di motivi ora lunghi da spiegare in queste poche righe).

E già, l'operatore culturale resta al suo posto a combattere, a cercare di risalire e di far risalire la china, a far quadrare i pochi euro a disposizione.

Si lavora sul territorio, si lavora per il presente e soprattutto per il futuro, si lavora per dare dignità alle nostre vite e a quelle di coloro che vivono con noi, anche se spesso neanche se ne accorgono, almeno all'inizio.

Torniamo però alla domanda iniziale.

Remiamo tutti nella stessa direzione?

La nostra esperienza, come Pelasgo, ci ha portato a contatto con una molteplicità di realtà associative, nella quasi totalità sostenute da personalità davvero notevoli sia per quanto concerne la preparazione che sotto l'aspetto della motivazione.

Persone davvero encomiabili sotto ogni punto di vista che però... 

Ecco, qui c' è da scrivere un però, per rilevare come a volte ciascuno resti ancorato al proprio orticello più o meno grande, come a volte trattandosi  di proprie iniziative ci si faccia in quattro, quando poi è l'altra associazione...beh, ci siamo capiti.

Quello che sarebbe auspicabile è il poter operare in rete, collaborando insieme a quello che poi è  l'obiettivo comune, o no?

 

LINGUA, LINGUAGGI E POETI
15/05/2016
LINGUA, LINGUAGGI E POETI
Circa due anni or sono, l'amico scrittore e poeta Franco Campegiani partecipando con me - su un noto blog letterario – ad una discussione sul linguaggio poetico, asseriva che “ Il fruitore - così come il critico, che è solo un fruitore più esperto e smaliziato - dovrebbe avvicinarsi all'opera con altrettanta potenza spirituale, leggendola tra le righe e risalendo dal prodotto(testo, quadro, scultura o altro) alle fonti archetipe da cui è generata “.
15/05/2016
LINGUA, LINGUAGGI E POETI

Circa due anni or sono, l'amico scrittore e poeta Franco Campegiani partecipando con me - su un noto blog letterario – ad una discussione sul linguaggio poetico, asseriva che “ Il fruitore - così come il critico, che è solo un fruitore più esperto e smaliziato - dovrebbe avvicinarsi all'opera con altrettanta potenza spirituale, leggendola tra le righe e risalendo dal prodotto(testo, quadro, scultura o altro) alle fonti archetipe da cui è generata “.

 

Anche Benedetto Croce nella sua Estetica testimonia che “l’attività giudicatrice, che critica e riconosce il Bello, s’identifica con quella che lo produce. La differenza consiste soltanto nella diversità delle circostanze, perché una volta si tratta di produzione e l’altra di riproduzione estetica.

L’attività che giudica si dice gusto; l’attività produttrice, genio: genio e gusto sono, dunque, sostanzialmente identici”.

Orbene, appurato che queste affermazioni sottendono valenze sulla cui positività tutti si troverebbero in accordo, desidero qui condurre il discorso verso un sentiero tracciato da poeti (molti) e scrittori (meno numerosi) di fresca generazione, epigoni delle avanguardie letterarie del secolo scorso.

Quanti di loro adottano un linguaggio “comprensibile” a tutti?

E come riesce il Critico a districare bandoli di matasse che frequentemente il più attento ed illuminato lettore non riesce a sbrogliare, perdendosi nella caducità di prose criptiche o versi ampollosi e densi di neologismi, disposti in costrutti palesemente arzigogolati?

Ivi, oltre che non albergare la coscienza del Bello, neppure v'è traccia

dell'Arte del Comunicare.

L'istinto naturale del linguaggio dà ad ognuno di noi la possibilità di trasmettere conoscenze, informazioni ed emozioni ai propri simili.

Non esisterebbe una società umana cosciente e ben organizzata senza equilibrate capacità espressive.

Lingue e dialetti appartengono a gruppi di uomini e popoli che, attraverso secolari vicende, si sono costituiti a formare paesi, città e nazioni che condividono valori, ideali e tradizioni comuni.

Il linguaggio umano presenta due aspetti tra loro complementari: quello individuale e quello sociale.

Restando nelle nostre contrade, e a mo' di esempio, Dante o Manzoni negli attimi espressivi in cui tratteggiano se stessi rappresentano un atto individuale di fronte alla lingua parlata dell'Itala gente.

Nell'ottica individuale un'espressione acquista maggior valore quanto più è personale e inconfondibile.

Sotto l'aspetto sociale, d'altra parte, l'espressione dovrebbe conformarsi in tutti gli individui della comunità, affinché tra loro possa crearsi un canale comunicativo chiaro e completo.

Il poeta che tenta di affascinare il lettore circuendolo con neologismi estetizzanti, edonistici o contemplativi – dall'impronta spesso goffa – riesce soltanto a mortificarne l'intelletto, ma non a conquistarne il cuore.

Il clone di un “m e r i g g i a r e pallido e assorto” andrebbe a spiaccicarsi tra le facce untuose di un “t r a m e z z i n o” di dannunziana fattura mentre l'accorto Montale, ligio alle forme e allo stile di una lingua nitida, oggi manipolata con estrema leggerezza, sorriderebbe leggendo strofe strapazzate da inconsulti, roboanti vocaboli.

E il Critico?

Deve stare accorto a non incensare opere che si fregiano di “nuovo” indossando parole o locuzioni eccentriche, mirabolanti, ma che sono incomprensibili ai più.

L'intimismo individuale – declinato in autentici versi o in brani virtuosi – non ha bisogno di addobbi: deve presentarsi sul palco della Letteratura con la genuinità e la purezza che odora di “umano” poiché è limpido fiotto delle scaturigini universali.

E dice bene Campegiani quando afferma che il Critico “... debba possedere qualità di poeta, o comunque di uomo non solo interessato, ma direttamente coinvolto nei fenomeni e nei processi creativi.

Ma spesso – e ciò lo rileviamo nel contesto di ogni forma d'Arte – un processo creativo condotto in porto con maliziosi artifici lo si spaccia per brillante intuizione. E il messaggio che si trasmette diventa ingannevole, artefatto, adombrato da stratagemmi che nulla hanno a che fare con le candide pulsioni dell'anima.

Come poeti ci resta allora solo da fare la “Poesia onesta”, se non vogliamo incorrere nella tirata d'orecchi nietzschiana: “… il poeta, presuntuoso, patetico, importuno, come sono soliti esserlo i poeti, questa persona che sembra satura di possibilità e di grandezza, anche di grandezza etica, e che tuttavia, nella filosofia dell’azione e della vita, raramente giunge alla comune onestà... “.

 

 

Roberto Mestrone

CHE COS'È LA CULTURA? P.P. PASOLINI 2.11.1975
12/05/2016
CHE COS'È LA CULTURA? P.P. PASOLINI 2.11.1975
CHE COS'È LA CULTURA? «Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell'intelligencija.
12/05/2016
CHE COS'È LA CULTURA? P.P. PASOLINI 2.11.1975

CHE COS'È LA CULTURA? «Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell'intelligencija.

Invece non è così. E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. La cultura di una nazione è l'insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse. E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile - o, per dir meglio, visibile - nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica. Per molti secoli, in Italia, queste culture sono stato distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi - quasi di colpo, in una specie di Avvento - distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere. A cosa è dovuta tale omologazione? Evidentemente a un nuovo Potere. 

[…]

Conosco, anche perché le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo Potere ancora senza volto: per esempio il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la Chiesa, la sua determinazione (coronata da successo) di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, e soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo "Sviluppo": produrre e consumare.

L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere […] è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo. Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della joie de vivre. 

[…] 

Il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo.


(Da una intervista rilasciata a Furio Colombo nel 1975)

IERI LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE.
08/05/2016
IERI LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE.
GRAZIE A TUTTI VOI POETI E SCRITTORI CHE AVETE RESO POSSIBILE LA SPLENDIDA GIORNATA DI IERI 7 MAGGIO 2016. RIMARRA' SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
08/05/2016
IERI LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE.

GRAZIE A TUTTI VOI POETI E SCRITTORI CHE AVETE RESO POSSIBILE LA SPLENDIDA GIORNATA DI IERI 7 MAGGIO 2016. RIMARRA' SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.

GRAZIE A TUTTI VOI POETI E SCRITTORI CHE AVETE RESO POSSIBILE LA SPLENDIDA GIORNATA DI IERI 7 MAGGIO 2016. RIMARRA' SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
OGGI, 7 MAGGIO, LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
07/05/2016
OGGI, 7 MAGGIO, LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
Ecco l'elenco di tutti i premiati, suddivisi nelle varie Sezioni.
07/05/2016
OGGI, 7 MAGGIO, LE PREMIAZIONI DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE

Ecco l'elenco di tutti i premiati, suddivisi nelle varie Sezioni.

                                                                   sezione – SAGGIO BREVE

 

 

 

 

 

 

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

1°   GIOVANNETTI SONIA –   ROMA

POESIA E TEMPO TRA DUE SECOLI (IL TEMPO RITROVATO DELLA POESIA)

197

2°   GARBATO CLAUDIO – ROVIGO

LA POESIA DI GUIDO GOZZANO

180

 

 

Sezione – LIBRO EDITO

 

 

 

 

 

 

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

1°   CASO GIOVANNI – SIANO (SA)

POESIE TRA ASTERISCHI

189

2°   VANNI GIUSEPPE – CATTOLICA (RN)

HORROR VACUI LA GRANDE CRISI

173

3°   SCORCELLETTI LAILA - ROMA

LA PRINCIPESSA E IL CANTASTORIE

171

 

 

   
     

PREMIO SPECIALE – LIBRO EDITO – PER UN’OPERA DI PARTICOLARE ORIGINALITA’

MENESTRINA MERSEBURGER MICHAELA – VERONA

AL CINEMA E’ VIETATO DISTURBARE

168

 

 

 

 

PREMI SPECIALI – LIBRO EDITO – ALLA MEMORIA

VILLORESI VALERIO – MILANO

MI DICI PAROLE D’AMORE

167

MENIGATTI GEMMA (PER SCARSELLI VENIERO) – STIA(AR)

BALLATA DEL VECCHIO CAPITANO

164

 

 

 

 

 

 

 

     

PREMI SPECIALI

 

 

 

Nome e cognome autore

Titolo opera

   

 

PREMIO SPECIALE “CLUB UNESCO SAN BENEDETTO DEL TRONTO” RACCONTO BREVE SUL TEMA SOCIALE VIOLENZA DI GENERE, “IN MEMORIA DI DANIELE DONATI”:

 

BORGHI DANIELE – ROMA

IL SILENZIO

   

 

PREMIO SPECIALE RACCONTO BREVE NOIR

 “CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE DEI GIORNALISTI”:

 

D’ASCENZO CATERINA – ATRI

 

IL KATAR

 

   

 

PREMIO “I.P.L.A.C.” – “POESIA METRICA”:

 

VICARETTI UMBERTO – ROMA

 

FIORI DI BODRUM

 

   

 

PREMIO SPECIALE “G. BELLI” POESIA UMORISTICA “CULTORI DI ERCOLE ONLUS”:

 

VERSACE BRUNO – BIANCO (RC)

 

 

 

 

 

A VIGILESSA

 

   

 

 

 

     

 

PREMIO GIOVANE EMERGENTE PELASGO 968:

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

 

 

 

RANNO ALESSIO

GROTTAMMARE

(AP)

 

REALTA’ E ILLUSIONE: LA MUSA IN CRISI – METALETTURA IN “THE TEMPEST”

OF WILLIAM SHAKESPEARE

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

sezione “A” – POESIA IN LINGUA

 


Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

1°         TURRI LORENA – COREGLIA ANTELMINELLI (LUCCA)

CHIEDI DEL SUO MALE ATRO E FERINO

257

2°         BUZZACCONI PAOLO – MARINA DI CERVETERI (RM)

VA, PENSIERO…

247

3°         RELANDINI MARIO – ROMA

LA TUA ASSENZA

245

     

 

 

 

   

FINALISTI – 4° CLASS. EX-AEQUO

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

TROILO PIERGIORGIO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

A LUME DI LANTERNA

243

RODEGHIERO ANNALISA – PADOVA

QUESTO INFINITO

243

PERUGINI ALESSANDRO - CASTEL DEL PIANO (GR)

IL CRUCIVERBA

242

GIOVELLI MARIA FRANCESCA – CAORSO (PIACENZA)

CHI MICHIAMA SOLDATO

241

MANTEGAZZA MYRIAM - MILANO

LA CONCHIGLIA

240

FIORETINI BRUNO -  BRACCIANO (RM)

MIGRANTES

240

     

 

 

 

   

MENZIONE SPECIALE DI MERITO

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

PAOLETTI MARINELLA – COLLI DEL TRONTO (AP)

LA FALENA

238

VETTORELLO RODOLFO – MILANO

NON SERVE MAI DIRE: RIMANI

232

REVELLO FRANCO – NICHELINO (TO)

IL BARBONE RAMPANTE

231

RAFAELLI GIORGIO – AVEZZANO (AQ)

SENZA VOLTO LE PAROLE

231

BARNATO JOSEPH – GAIOLE IN CHIANTI (SIENA)

PER SPASMI E CONVULSIONI DISSENNATE

228

BASTI DANIELA – CHIETI

SOPRA OGNI DOLORE

227

PROSPERI FRANCA –ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE)

NEL RIPOSO DELLA SERA

227

SORRENTI VITO – SESTO SAN GIOVANNI (MI)

IL MIO CANTO

227

 

   
     

MENZIONE D'ONORE

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

MOLTENI ADRIANO – RHO (MI)

NOTTE CHE SA

226

VALLATI LENIO – SESTO FIORENTINO (FI)

E’ VITA

225

SANGIORGIO GIOVANNI – GRAVINA IN PUGLIA (BA)

DOVE IL FIORE NON MUORE

225

GIORDANO ANTONINO – PALERMO

RAGAZZI DEL ‘99

225

BARILLARO FIORELLA – CATANZARO (CZ)

I SASSI

224

TEI ALDO – LATINA

IL NUOVO CONFLITTO

223

IACOMINO RITA – LIMBIATE (MB)

RAGGIO D’AMORE SCONOSCIUTO

223

MATERA NINNI – VALENZANO (BA)

DI NOTTE, IL PAESE

223

FRANCO CRISTIANA – CUSAGO (MI)

A FABIO

222

PULCINI ROBERTO – RIPATRANSONE (AP)

NIDI VUOTI

222

DE RUVO VINCENZA – BANCHETTE (TO)

SARA’ DOLCE…

222

NADALIN BRUNO – MARTELLAGO (VE)

L’INVALIDA GRAVE

222

 

 

   

SEGNALAZIONE SPECIALE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

CONSOLI CARMELO – FIRENZE

LAMPEDUSA

-

INFERRERA FILIPPO - RAVENNA

IL MIO CANTO ADULTO

-

BALDINU STEFANO – SAN PIETRO IN CASALE (BO)

LA LETTERA INFINITA

-

CECCHINI LORELLA – NOALE (VE)

FOLLIA

-

PERINA CHIARA – SETTIMO MILANESE (MI)

CAPODANNO

-

RONCONI LORELLA –GROSSETO

IO VIVO

-

GASPARRINI ANNA – APPIGNANO (MC)

DONNE SOLE

-

BUSSI ALFREDO – PESARO

QUELL’ULTIMO GIORNO

-

PISCO ANDREA – CAMPO DI GIOVE (AQ)

MAJELLA

-

CELLOTTI CATERINA – RAGUSA

UN GIOCO A GUARDIE E LADRI, LA VITA

-

SALA ENRICO – ALBIATE (MB)

AGLI OCCHI DELLA SERA

-

PIERDOMENICO GIOVANNI – GIULIANOVA (TE)

BRAME

-

BELOZOROVITCH ANNA – ROMA

IO SONO SOLA

-

ANTONELLI MINA – GRAVINA IN PUGLIA (BA)

ATTINGO NOSTALGIE

-

CHIESA BENVENUTO – TORINO

INVENTARIO PER TRASLOCO

-

GARATTONI MAURIZIO – PESARO (PU)

DONNE CORAGGIO

-

CASTELLO GIULIO ROCCO – SALERNO

OLTRE IL CONFINE

-

STEFONI LORETTA – CIVITANOVA MARCHE (MC)

IL VENTO TRA LE CIGLIA

-

PROVENZANO MARISA – CATANZARO

PREGHIERA DI UNA PROFUGA

-

CARCEA DEBORA – CROTONE

OMBRE

-

DI LEONARDO ROBERTO – PIANELLA (PE)

DIALOGO DELLA CREAZIONE II

-

     
     
     

                                                                                                                         SEGNALAZIONE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

LORENZETTI ONORINA – RECANATI (MC)

QUANDO UN RAGGIO DI LUNA

-

CASULA CARLA MARIA – ALGHERO (SS)

GLI ULTIMI ISTANTI BAMBINI

-

FIORINI FRANCO – VEROLI (FR)

IL VECCHIO DI VINCENT

-

PAOLETTI ANTONIO – GROTTAMMARE (AP)

RIMPIANTO E RICORDO

-

GALLI SABRINA – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

EURITMICA FISARMONICA

-

CAPECCHI LORIANA – QUARRATA (PISTOIA)

LASCIO SIA IL VANTO A INDICARMI LA STRADA

-

NOVELLI BERNARDINO – GROTTAMMARE (AP)

UN CEPPO IN FIAMME

-

MASSETTI MARIA RITA –SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

OGNI VOLTA

-

SORDI ISABELLA – MESTRE (VE)

NEROARANCIO

-

CORRADINI DANIELA – GROTTAZZOLINA (FM)

IL POETA

-

COPPOLA LUIGI – PORTO TORRES (SS)

NAPOLI

-

ALLEVI ALESSANDRO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

ALTROVE

-

LUZI LUCIANA – MACERATA

ROSSO CREMISI

-

CAPRIOTTI ANTONIO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

STANOTTE LA NOTTE

-

POSITANO AGOSTINO – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

L’ENIGMA

-

CUCCO FRANCO – MARTINSICURO (TE)

SOGNARE UN SOGNO

-

MASCITTI NICOLETTA – CASTORANO (AP)

LA RONDINE

-

SETTEPANELLA PATRIZIA - NERETO

UN SOGNO

-

SETTIMO ANTONIO – GROTTAMMARE (AP)

SPERANZA DI LUCE

-

     

 

 

 


-

     
     

 

sezione “B” – POESIA IN DIALETTO

 


Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

1°       GENTILETTI LUCIANO – ROCCA PRIORA (ROMA)

ER RIGALO

257

2°       COVINO ANTONIO – NAPOLI

O’ RITRATTO

244

3°       AMORI ANNA MARIA - APRILIA (LT)

UN SEGNO

240

     
     

FINALISTI – 4° CLASS. EX-AEQUO

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

PEDONE ANTONINO – CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP)

MI SONNU

233

RAVEGNINI ANNA - ROMA

LI CLANDESTINI

233

ROSSI ATTILIO – CARMAGNOLA (TO)

QUAND CH’I-I SAREU PI NEN

233

VELARDITA ROBERTO - LIDO DI VENEZIA (VE)

PAR SEMPRE

233

LUPI CANDELORO – ORTONA (CH)

AUGURJE PE’LANNE NOVE

232

MANZINI RICCARDO – PORTO SAN GIORGIO (FM)

LA FONDANA DE LA DIMOCRAZIA

230

     
     

MENZIONE SPECIALE DI MERITO

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

DIOMEDE SANTE – BARI

TIMBE

223

PONSEGGI FRANCO – BAGNACAVALLO (RA)

MONTE PIANA

221

BACCINO PIETRO – SAVONA

L’OORIA D’UTUBR

221

BETTOZZI ARMANDO -  ROMA

SI CE PIASSIMO UN DU MINUTI AR GIORNO….

221

CATALANI GAETANO – ARDORE M. (RC)

HJUMARA I LUCI

219

LACAVA PAOLO - FABRIANO (AN)

ANGIULI…CU’‘N’ALA…

215

CIAVARRO ROBERTO – ROMA

VITA DE PAESE

212

 

 

 

     

MENZIONE D'ONORE

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

TOMASSONI NANDO PIETRO – SPOLETO (PG)

IL COMPUTER INNAMORATO

210

CATOLFI ANGELA – TREIA (MC)

CELI DE VARDASCI

210

BONNANZIO ANNA – APRILIA (LT)

A LU VADDRONE ”MARE DE L’ARIDDRE”

209

DE PAOLIS GUIDO – SAN VITO ROMANO (RM)

L’URDEMA FENESTRA

208

ROSSI ALDO - REANA DEL ROJALE (UD)

PIEL

204

AGOSTINI EMIDIO – ASCOLI PICENO

LU CUNILLE

204

MUGNANO MARIA CARMELA - ROMA

ANIMA E CORE

203

ZAMBETTA EMANUELE - BARI (BA)

CORE DE MAMME

201

SILVESTRINI MARIA PIA – SENIGALLIA (AN)

‘L CATORC

201

ANGIULLI APOLLONIA - FASANO (BR)

A NOTTE CHIU’ SFORTUNATE

201

VENTOLA RAFFAELE - NAPOLI

‘A MAMMA

201

     

  

 

   

SEGNALAZIONE SPECIALE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

DE VITA ALESSANDRO – PULSANO (TA)

RECUERDE

-

DE SANCTIS ANNAMARIA – PESCARA

LU MATRIMONIE

-

 MARCHESOTTI MAURO – GAVIRATE (VA)

TAIA CINQUANTAQUATER

-

ALLARIO MASSIMO - ASTI

CHIARUGI

-

DE VECCHIS EMILIA – CAPISTRELLO (AQ)

LA MOSCA RENCOGLIONITA

-

PERONE GIUSEPPE - AFRAGOLA (NA)

A TUVAGLIA

-

RICCI GIAMPAOLO - TREIA (MC)

E DOPO, VA’?

-

GROPPELLI VALERIA – CREMA (CR)

DU GOSE

-

DE PETRA NICE - CASOLI (CH)

D’NOTTE

-

     
     

SEGNALAZIONE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

BIGUZZI GIULIANO - CESENA (FC)

DAI E DAI!

-

GIULIANI VITTORIA – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

STU MONNE A’SSA CAGNATE

-

SPURIO CARLO – MALTIGNANO (AP)

PIGGHIA ‘U FONENDOSCOPIE

-

SINATRA GIUSEPPE - NOVARA (NO)

O’ PITONE

-

SELVA MARIA CONCETTA – RIMINI (RN)

L’IMBREJECHE E I MEDECHE

-

DI FEDERICO EMILIA MARIA – FRANCAVILLA A MARE (CH)

LE CUMMARE VULIJOSE

-

MENNA DARIO – NAPOLI

A’ MALA FEMMENA

-

POSTACCHINI LUCIO – MONSAMPOLO DEL TRONTO (AP)

ROME’ DE BIUNNE

-

     

 

 

 

sezione “C” – RACCONTO BREVE

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

1°     BARBIERI SIMONETTA - CARPI(MO)

TRACCIA LUMINOSA

264

2°     ROMEO GIUSEPPE – ROMA

LUX

262

3°    SCALA SIMONE – SENIGALLIA (AN)

HIKIKOMORI

256

     
     

FINALISTI – 4° CLASS. EX-AEQUO

ASCIONE GIANLUCA - VILLORBA (TV)

LA MERAVIGLIA DELL’ACQUA

250

LEONE BIANCA PAOLA – FORMIA(LT)

OMBRELLI

247

AURILIA SILVANA - NAPOLI

IL VOLO DI ICARO

246

ORLANDO FRANCESCA ROMANA – ROMA,

LA DONNA SENZA VOLTO

245

FIASCHI BEATRICE – ROMA

TUTTA AMORE

245

MENARDO CHIARA ELENA – NICHELINO (TO)

DI NUOVO

245

ZANCHI LAURO – CREMA (CR)

IL QUADRO TRA LE PARENTESI

243

ANDREANI GABRIELE – PESARO

IPOCRISIE

242

MOLINELLI LAURA - FALCONARA MARITTIMA(AN)

IL SILENZIO DI SARA

242

 

 

 

     

MENZIONE SPECIALE DI MERITO

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

GHISELLI ELISABETTA – SASSOCORVARO (PU)

LA MELODIA DELLE GINESTRE

238

TAMAGNI MAURO – BRENO (BS)

RIMORSO

237

TORMENTI LORETTA – MARTINSICURO (TE)

NATALE SENZA PANFORTE

236

DI DIO ROGANO MARICLA – CALASCIBETTA (EN)

VENIVA DAL MARE

235

TENISCI ANTONIO - ORTONA (CH)

ILLOGICA MENTE

235

 

 

 

     

MENZIONE D'ONORE

Nome e cognome autore

Titolo opera

Voti

MAURI ANDREA – ROMA

MARE BIANCO

233

MICHELUCCI RICCARDO – FIRENZE

AL SORGERE DELLA LUNA

232

GIACOMELLI IVANO – FUCECCHIO (FI)

SULLE ALI DELA SPERANZA!

232

BONIN ELVIRA - TARANTO

C’ERA UNA VOLTA

232

ARTIOLI GIULIA – CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

SENZA SE E SENZA MA

231

FERLINI VANES – IMOLA (BO)

QUESTIONE DI STILE

230

GOVONI PAOLA – MILANO

IL GIOELLIERE DI CORTE

230

NASCIMBEN PAOLA – SARMEDE (TV)

UNA PARTITA A SCACCHI

230

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
     

SEGNALAZIONE SPECIALE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

POLI PATRIZIO – S. GIOVANNI LUPATOTO (VR)

DOMANI

RAINERO PIETRO – ACQUI TERME(AL)

PALLINE IN UN’ANFORA GRECA

-

LAMARCA GIUSEPPE – RUVO DI PUGLIA (BA)

ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

-

SERGIO RAGNO – ABBIATEGRASSO (MI)

IO SONO QUEL GORILLA

-

MANTOVANI GIUSEPPE – BOLOGNA

L’UOMO CON LA BICICLETTA GIALLA

-

LUONGO MARIA ROSARIA – NAPOLI

STALKING

-

ZANETTI ALBERTO – PADOVA

MACCHINE DA LAVORO

-

RUBINI MARIA ADELAIDE – ROSETO (TE)

CON TE

-

BELMONTESI ELENA - MONTE URANO (FM)

LETTERA A UNA FIGLIA

-

DARIOL DONATELLA – CARBONERA (TV)

IL PIANETA BUIO DELLE ANIME IMMAGINATE

-

TECCHI ANGELO – PESARO (PU)

IL SOLE AL TRAMONTO

-

DAL POS ALESSIO – CONEGLIANO (TV)

LA BAMBINA E LA LUPA

-

VIGANO’ PAOLO – ROMA

DUE FRATELLI

-

PAPPALEPORE GRAZIA – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

LA CONTESSA NERA

-

     

SEGNALAZIONE

Nome e cognome autore

Titolo opera

 

GIANI GIOVANNA – SAN GIOVANNI VALDARNO (AR)

OMICIDI RURALI – ESTATE

-

BIAGINI MAURIZIO – SAVONA

CONFINI

-

BRASILI LUIGI – TIVOLI (RM)

D’OMBRA E LUCE

-

CASTELLANA VIRGILIO – CIVITANOVA MARCHE (MC)

MORTE DI UNA PIANTA PARASSITA

-

MASCARETTI GIOVANNA - SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

LA MIA STRADA

-

RICCI (AIGLE) ANTONELLA – MARTINSICURO (TE)

ZUCCHERO E LAVANDA

-

BORSONI PAOLO – ANCONA

AI MARGINI DELLA STORIA

-

CALENDI GIUSEPPE – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

IL DIO DELL’INVERNO

-

CAPPELLETTI FRANK – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

SABBIE

-

COLONNA SILVIA – FERMO

L’ARROCCO

-

MARZETTI ALESSANDRO – FERMO

STORIA DI UN TERROIR

-

CIUCANI EMANUELE – SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

SETTE

-

TANSELLA ALESSANDRO, - SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)

OCCHI VERDI

-

ORLANDI SANDRO – MACERATA

CONDOMINIO

-

DE SANTIS ANDREA – FERMO

CHI SARA’ IL PROSSIMO?

-

CAMAIONI ANACLETA – MARTINSICURO (TE)

AL FUOCO DI UN CARTONE

-

D’ALFONSO LOREDANA – ROMA

IL MARE DI MICOL

-

     
     

 

 



 

RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
02/05/2016
RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Premio Pulitzer nel 1960, il romanzo di Harper Lee merita di essere senz'altro rispolverato e a distanza di oltre cinquant'anni mantiene intatto tutto il suo fascino. Harper Lee è una strana scrittrice, amica di Truman Capote, fu spinta proprio da quest'ultimo a mettere sulla carta i racconti della sua infanzia che andava facendo al grande scrittore. Così lasciò il suo lavoro e nacque TO KILL A MOCKINGBIRD(Uccidere un usignolo) tradotto in italiano nel bellissimo IL BUIO OLTRE LA SIEPE, una volta tanto affascinante quanto l'originale.
02/05/2016
RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE

Premio Pulitzer nel 1960, il romanzo di Harper Lee merita di essere senz'altro rispolverato e a distanza di oltre cinquant'anni mantiene intatto tutto il suo fascino. Harper Lee è una strana scrittrice, amica di Truman Capote, fu spinta proprio da quest'ultimo a mettere sulla carta i racconti della sua infanzia che andava facendo al grande scrittore. Così lasciò il suo lavoro e nacque TO KILL A MOCKINGBIRD(Uccidere un usignolo) tradotto in italiano nel bellissimo IL BUIO OLTRE LA SIEPE, una volta tanto affascinante quanto l'originale.

Perché se da un lato uccidere un usignolo è un peccato davvero grave poiché parliamo di un animale innocuo che anzi ci allieta col suo canto, dall'altro, il titolo italiano fa riferimento a tutto ciò che ci è vicino ma che nonostante tutto non conosciamo e anzi ci fa paura. La storia è risaputa, tutto il libro è narrato in prima persona da una bambina: Scout, ambientato negli anni trenta nell'Alabama del sud dove il problema razziale era particolarmente sentito. Atticus, il padre di Scout, come avvocato si troverà a difendere da una grave accusa un uomo di colore e ...non sveliamo altro perché la storia è davvero appassionante e per, chi non l'ha ancora letta, merita di essere goduta appieno. Il buio oltre la siepe presenta inoltre più livelli di lettura. La spensieratezza dell'infanzia che prima o poi finisce col dover fare i conti con la scoperta della durezza della vita, il rapporto padre-figlio, il problema razziale, l'assurdità di certi pregiudizi: nel libro trovate un po' tutto questo e molto ancora. Dopo quel 1960, si sarebbe compiuta la stagione dei Martin Luther King e dei Kennedy. Sosteneva un critico: vale mille volte di più il libro di Harper Lee che tanti discorsi sull'intolleranza e il razzismo. Come non essere d'accordo?

CI RIMANGO MALE...
01/05/2016
CI RIMANGO MALE...
Ci rimango male, quando la gente definisce il dialetto una “lingua di serie B”. Ci rimango male, quando i Poeti (quelli veri, con la P maiuscola) anziché scrivere le loro emozioni, allineati e coperti dietro le uniformi uniformanti della lingua italiana, non rompono le righe seguendo il loro primo istinto,
01/05/2016
CI RIMANGO MALE...

Ci rimango male, quando la gente definisce il dialetto una “lingua di serie B”. Ci rimango male, quando i Poeti (quelli veri, con la P maiuscola) anziché scrivere le loro emozioni, allineati e coperti dietro le uniformi uniformanti della lingua italiana, non rompono le righe seguendo il loro primo istinto,

quello che trasmette l’emozione dell’immediatezza attraverso quella scorciatoia che mette in comunicazione i pensieri con la parola: il dialetto.

Ci rimango male, se vedo che chi salta il fosso dell’omologazione, non trova chi possa risolvere i dubbi che vengono quando si vuole trasformare in forme grafiche un suono: il dolce suono delle parole dialettali. Sono pochissimi i centri culturali dove si “insegna dialetto”: segno di mancanza di fondi, e/o mancanza di capacità e di interesse?

Ci rimango male, quando mi rendo conto che sono pochi quelli che cercano di risolvere quei dubbi: pensano che non esistano regole e scrivono di conseguenza, usando lessico, sintassi e ortografia approssimate alle loro capacità. Forse sono loro che innescano quel meccanismo perverso che si innesca leggendo composizioni “scritte male” e che quindi abbassano il livello della qualità del linguaggio? Lo fanno perché non c’è chi insegna, o perché si sentono “imparati”?

Ci rimango male, esaminando centinaia di poesie in tutti i dialetti d’Italia e constatando che la maggior parte dei poeti riserva al vernacolo solo un certo tipo di sensazioni, argomenti, emozioni: quelle legate ai ricordi, alla tradizione, a fatterelli più o meno ironici. Difficilmente vengono affrontati temi Alti e Grandi, come se esprimersi in dialetto impedisse di esplicitare concetti sociali o politici, filosofici o religiosi, intimisti o universali.

Ci rimango male, quando vedo che i Poeti con la P maiuscola: quelli che raggiungono altissimi livelli di espressione curando sia la tecnica che il sentimento (che è la sola condizione in cui si possa parlare di Vera Poesia), vengano quasi messi da parte o esibiti come comprimari nelle varie premiazioni o recensioni. Mi accade, purtroppo è la regola, di assistere alle premiazioni dei concorsi e vedere che i premi e le premiazioni dei concorrenti siano sempre in funzione di un’attenzione maggiore per chi si esprime in lingua anziché in dialetto. Come se l’impegno nella ricerca, nell’approfondimento, nel mantenimento e nella diffusione dei dialetti, passasse in secondo piano rispetto alla facilità di espressione, all’inutile complicazione dello scritto rispetto al parlato e alla desolante omologazione delle forme e dei contenuti, di chi si esprime in italiano.

Ci rimango male, vedendo che nel “mare magnum” della poesia, i pochi “rari nantes” non vengono soccorsi perché destinati comunque ad essere perduti. È vero che  battersi per il dialetto è una battaglia di retroguardia, perché comunque la guerra si sta perdendo ed è solo questione di tempo la sparizione degli idiomi locali? A favore di che? Di una lingua sempre più sgrammaticata, sempre meno pura, sempre più appiattita come la sua poesia?

Ci rimango male quando le mie idee vengono bollate come faziose e preconcette: anni di esperienza diretta e approfondita sull’argomento, mi autorizzano ad esprimere certi concetti senza paura di essere smentito. Forse i faziosi sono quelli che non si rendono conto di far male alla poesia. (“… soffio leggero de pensiero umano/ amica che ce pija pe la mano/ e ciarigala sogno e fantasia.”)

Ci rimango male a dover fare certe considerazioni. Ci rimango molto male.

                                                                    Maurizio Marcelli

 

 

 

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