ULTIME NEWS
1
MAGGIO 2016

| LEGGI
AVVISO AI PARTECIPANTI AL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
SI AVVISANO TUTTI I PARTECIPANTI AL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE CHE LE PREMIAZIONI AVVERRANNO SABATO 7 MAGGIO 2016 A PARTIRE DALLE ORE 15.30 PRESSO LA SALA KURSAAL DEL COMUNE DI GROTTAMMARE(AP)
17
APRILE 2016

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ISCRIVERSI ALLA PELASGO? NIENTE E' IMPOSSIBILE! PROVACI...
Campagna tesseramenti 2016: che aspetti?
16
APRILE 2016

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ENTRO IL 18 APRILE SARANNO COMUNICATE LE GRADUATORIE DEL 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE
Entro il 18 Aprile 2016 saranno comunicate le classifiche delle varie sezioni in cui è suddiviso il 7° CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE. Entro il 23 Aprile gli Autori selezionati riceveranno comunicazione a mezzo mail, lettera o telefonata del risultato conseguito.












BANDO: 8°CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE-PRESIDENZA:FRANCO LOI. PER SCARICARLO VAI NELLA SEZIONE DOWNLOAD.
10/12/2016
BANDO: 8°CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE-PRESIDENZA:FRANCO LOI. PER SCARICARLO VAI NELLA SEZIONE DOWNLOAD.
REGOLAMENTO Art. 1 – Il concorso letterario è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che, alla scadenza del presente bando, abbiano compiuto il 18° anno di età, e si articola nelle seguenti sezioni:
10/12/2016
BANDO: 8°CONCORSO CITTA' DI GROTTAMMARE-PRESIDENZA:FRANCO LOI. PER SCARICARLO VAI NELLA SEZIONE DOWNLOAD.

REGOLAMENTO Art. 1 – Il concorso letterario è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che, alla scadenza del presente bando, abbiano compiuto il 18° anno di età, e si articola nelle seguenti sezioni:

8° CONCORSO LETTERARIO

“CITTà DI GROTTAMMARE”

REGOLAMENTO

Art. 1 – Il concorso letterario è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che, alla scadenza del presente bando, abbiano compiuto il 18° anno di età, e si articola nelle seguenti sezioni:

Sez. APoesia inedita in lingua italiana a tema libero;

Sez. BPoesia inedita in vernacolo a tema libero.

Sez. C–Racconto/Saggio breve inedito a tema libero.

Sez. D–Libro edito di poesia, narrativa, saggio.

(Pubblicato dal gennaio 2010 al 31 gennaio 2017)

Art. 2 – Ogni autore può inviare una o più poesie (fino a un massimo di cinque) per le sezioni A e B, ed uno o più racconti/saggi (fino a un massimo di quattro) per la sezione C. Per la Sez. D-LIBRO EDITO potrà partecipare con massimo 4 libri.

Le poesie saranno preferibilmente non eccedenti 50 versi. I racconti e i saggi non devono superare i 5 FOGLI CON SPAZIATURA NORMALE E CARATTERE 12 TIMES NEW ROMAN. Le poesie dialettali devono essere accompagnate dalla traduzione italiana. Le poesie in lingua, in dialetto e i racconti/saggi brevi, dovranno essere inviati in numero di cinque copie anonime senza alcun segno di riconoscimento, all’indirizzo di cui al successivo art. 4.

Per quanto riguarda il LIBRO EDITO: si dovranno inviare TRE copie dello stesso.

Art. 3 –Assieme alle copie delle sue opere, il concorrente dovrà inserire una busta chiusa, contenente, oltre i titoli delle opere inviate al concorso, i dati dell’Autore: nome, cognome, indirizzo, telefono fisso, cellulare, indirizzo e-mail e un eventuale breve curriculum. Inoltre, nella stessa busta deve essere inserita una dichiarazione dell’Autore che le opere sono inedite (PER LE SEZIONI: A-B-C) e di propria creatività.

Si può partecipare a tutte le suddette sezioni.

La Giuria delle SEZ. A, B, C, i cui nominativi saranno rivelati all’atto della premiazione, aprirà la busta con i dati anagrafici soltanto a graduatoria di merito conclusa.

Art.  4 – I partecipanti devono far pervenire le proprie opere esclusivamente tramite posta al seguente indirizzo: Associazione “Pelasgo 968” – Via Romagna, 10 – 63066 GROTTAMMARE (AP) entro e non oltre il giorno: 31 gennaio 2017.

Per informazioni potete visitare il sito web:

www.pelasgo968.it, oppure contattare il responsabile del concorso, Dr. Giuseppe Gabrielli, al n. 393.0022768, o inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica:

 pelasgo968@gmail.com.

Ogni autore è responsabile dell’originalità delle opere inviate e del loro contenuto.

Art. 5 – I Partecipanti cedono alla Pelasgo 968, il diritto di pubblicare le opere partecipanti su eventuale antologia del premio o nel sito internet, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le clausole del presente regolamento e la tacita autorizzazione alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali e siti web.

Le opere non verranno restituite.

Art. 6 – La partecipazione al Concorso comporta il versamento di un contributo di lettura di euro 15,00 a opera e di 5 euro per le successive alla prima, per ognuna delle sez. A-B-C.

La Partecipazione alla Sez D. LIBRO EDITO COMPORTA UN CONTRIBUTO DI EURO 20,00 a opera e di 10 euro per le successive alla prima.

Le quote potranno essere inserite direttamente nella busta di adesione al concorso, oppure inviate a mezzo bonifico bancario intestato a:

Associazione “Pelasgo968” presso:

Banca Pop. di Bari.

Filiale di San Benedetto del Tronto, coordinate:

(IBAN: IT54A0542424400000000000213).

Art. 7La premiazione avverrà in data:

SABATO 6 MAGGIO 2017 nell’ambito della:

FESTA della SCRITTURA che si terrà a:

GROTTAMMARE (AP)

     Art. 8 Premi.  Ai vincitori delle SEZ. A, B, C sarà offerto il soggiorno per due persone, per la giornata di sabato 6 (1 pernotto + 1 giornata di pensione completa per 2 persone), in un albergo a tre/quattro stelle della città o in caso di vittoria di un poeta locale, in una località turistica italiana per una data da concordarsi.

Più un rimborso spese di € 300.

               – Al classificato: € 250   – Al classificato: € 200

               Oltre alle relative targhe e diplomi.

    Ai finalisti, ai menzionati e ai segnalati: diplomi, targhe e medaglie.

AL VINCITORE DELLA SEZ.D-LIBRO EDITO:                   € 500,00.  Al 2° Classificato: euro 250, Al 3° Classificato: euro 200.

Tutti gli autori selezionati, verranno avvisati almeno 15 giorni prima con lettera, mail o per via telefonica. Tutti i premi, di cui all’art. 8 e quelli previsti nel successivo art. 9 dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori nella giornata di premiazione, pena la perdita. Non sono ammesse deleghe, se non per il solo diploma.

     (L’organizzazione spedirà a domicilio, dietro contributo di € 5, esclusivamente i diplomi).

      I VINCITORI DELLE SEZIONI: A-B-C-D (più un loro accompagnatore) avranno diritto alla partecipazione

      Gratuita alla CENA DI GALA nella serata di Sabato 6 Maggio 2017.

     Art. 9 – Altri Premi speciali che verranno attribuiti:

     -Premio Speciale METRICA con una dotazione di

      € 200, a una POESIA strutturata secondo le regole ed il formato della  Metrica classica italiana.

     -Premio Speciale G.GIOACCHINO BELLI per la miglior POESIA o il miglior RACCONTO a tematica umoristica/erotica, con dotazione di € 200.

     -Premio Speciale per il miglior RACCONTO/LIBRO giallo, poliziesco, noir con dotazione di € 200.

     -Premio Speciale CLUB PER L’UNESCO-SAN BENEDETTO DEL TRONTO(AP) per un RACCONTO sul tema sociale: “Violenza di genere con dotazione di € 200.

     -Premio Speciale OMPHALOS alla miglior Opera  (POESIA,RACCONTO,LIBRO) avente come tema: L’AUTISMO con dotazione di € 200.

      I sopracitati Premi, verranno attribuiti dalla Giuria, a suo insindacabile giudizio, indipendentemente dal risultato di merito ottenuto dall’Opera nella partecipazione alle sezioni A-B-C-D.

 

                           Il Presidente dell’Associazione

                            Dott. GianMario Cherubini


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SCRIVI IL FILM: 1° PREMIO PER UN SOGGETTO FILMICO INDETTO DALLA PELASGO968! BANDO NELLA SEZIONE DOWNLOAD.
09/12/2016
SCRIVI IL FILM: 1° PREMIO PER UN SOGGETTO FILMICO INDETTO DALLA PELASGO968! BANDO NELLA SEZIONE DOWNLOAD.
8° CONCORSO LETTERARIO CITTA’ DI GROTTAMMARE Sezione Speciale: “SCRIVI IL FILM” 1° PREMIO PER UN SOGGETTO CINEMATOGRAFICO/TELEVISIVO INDETTO DALL’ASSOCIAZIONE PELASGO 968 IN COLLABORAZIONE CON: ASSOCIAZIONE MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA (TORINO)
09/12/2016
SCRIVI IL FILM: 1° PREMIO PER UN SOGGETTO FILMICO INDETTO DALLA PELASGO968! BANDO NELLA SEZIONE DOWNLOAD.

8° CONCORSO LETTERARIO CITTA’ DI GROTTAMMARE Sezione Speciale: “SCRIVI IL FILM” 1° PREMIO PER UN SOGGETTO CINEMATOGRAFICO/TELEVISIVO INDETTO DALL’ASSOCIAZIONE PELASGO 968 IN COLLABORAZIONE CON: ASSOCIAZIONE MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA (TORINO)

ART. 1

Il PREMIO “SCRIVI IL FILM” si rivolge ad autori, sceneggiatori, registi che intendano presentare un valido progetto da proporre al mondo del cinema e della fiction televisiva. Il Concorso si caratterizzata per l’invio di un Soggetto.

ART. 2 - REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE

 Il Concorso si rivolge a AUTORI, principalmente ESORDIENTI, maggiorenni, di età compresa fra i 18 e i 35 anni, senza limiti di nazionalità.

Ogni Concorrente può partecipare con massimo 2 (DUE) Soggetti scritti da un Autore singolo.

Sono ammessi al Concorso solo Soggetti originali e inediti, scritti in lingua italiana.

Per originale si intende che l’opera sia nuova e propria dell’Autore.

Per inedito si intende che i Soggetti non siano stati precedentemente pubblicati, non debbano aver partecipato a concorsi locali e/o nazionali per scrittura cinematografica, non siano stati già adattati per film e/o prodotti audiovisivi prima della partecipazione al presente Concorso.

Si può partecipare con opere di genere diverso: ad esempio: commedia, thriller, noir, horror, fantascienza, per ragazzi, animazione.

Si prega di specificare il genere dell'opera al momento dell’invio della partecipazione.

I Soggetti devono essere di proprietà esclusiva dell’Autore e non devono esser stati mai ceduti prima a produttori e/o istituzioni e/o comunque soggetti terzi.

Non sono ammessi al Concorso Soggetti tratti da testi letterari, anche se inediti, di autore diverso dall’Autore.

Non sono ammessi al Concorso Soggetti dai quali siano stati tratti in precedenza film e/o prodotti audiovisivi, anche se ancora inediti all’atto della iscrizione dei partecipanti al Concorso, né Soggetti presentati a festival, o altrimenti distribuiti.

ART. 3 – PREMI:

Al vincitore sarà offerta la possibilità di collaborare con alcuni componenti della Giuria (registi e videomaker) per la realizzazione di un’opera filmica.

Al vincitore sarà inoltre offerto:

Soggiorno per due persone, per le giornate di VENERDI 5 e SABATO 6 MAGGIO 2017.

(2 pernotti + 2 giornate di pensione completa per 2 persone) in un albergo a tre/quattro stelle della città o in caso di vittoria di un autore locale, in una località turistica italiana per una data da concordarsi.

Il vincitore (più un suo accompagnatore) avrà diritto alla partecipazione gratuita alla CENA DI GALA che si terrà nella serata di Sabato 6 Maggio 2017 e che concluderà la Festa della Scrittura con la proclamazione dei vincitori dell’8° Concorso Letterario Città di Grottammare.

Ai primi 5 classificati inoltre: DIPLOMA, MEDAGLIA E TARGA.

ART. 4 - MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

 Si partecipa al Premio inviando un Soggetto – sono ammesse al concorso opere di massimo 15.000 (quindicimila) battute escluse le spaziature.

Il Soggetto deve consistere in un racconto drammaturgicamente e visivamente coinvolgente.

L’opera non dovrà circolare in nessuna forma pubblica fino alla conclusione del Concorso.

I progetti inviati devono rispettare preferibilmente i seguenti criteri formali: fogli formato A4, carattere 12, esempio Courier, Arial, Times Roman, spazio linea 1,5, pagina di 30 righe per 60 battute per riga e redatte in uno dei seguenti formati: .rtf/.doc/.pdf/.

ART. 5 – INVIO DEI PROGETTI

LA PARTECIPAZIONE AL PREMIO COMPORTA UN CONTRIBUTO DI EURO 10,00 ad opera da inviare a mezzo bonifico bancario intestato a:

Associazione “Pelasgo968” presso:

Banca Popolare di Bari.

Filiale di San Benedetto del Tronto,

(IBAN: IT54A0542424400000000000213).

 

L’invio dei Progetti deve avvenire OBBLIGATORIAMENTE via E-MAIL a scriviilfilm@gmail.com entro le ore 24 del 30 DICEMBRE 2016.

Per conferma della ricezione del soggetto contattare la segreteria del Concorso ai seguenti recapiti:

scriviilfilm@gmail.comtel. 391.7373397

 

Unitamente al Soggetto va inviata una scheda di partecipazione, sottoscritta dall’Autore che deve essere comprensiva di:

a) il titolo originale dell’opera;

b) dichiarazione in merito alla titolarità dei diritti d’autore;

c) attestazione che il progetto non contravviene ad alcuna norma del Bando e Regolamento, norme automaticamente accettate dai partecipanti all’atto dell’iscrizione;

d) breve nota biografica o curriculum professionale per ciascun Autore, completi della specifica, e della sottoscrizione, dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs 196/2003;

e) fotocopia documento di identità dell’Autore;

f) copia dell’avvenuto bonifico quale contributo per la partecipazione;

La diffusione dei progetti inviati al Concorso è limitata ai lavori di Giuria.

ART. 6 - GIURIA

La selezione verrà effettuata, a proprio insindacabile giudizio, dalla Giuria del PREMIO “SCRIVI IL FILM”

La Giuria sarà composta da professionisti del cinema e della cultura, selezionati a proprio insindacabile giudizio dalla Associazione Pelasgo 968 I lavori delle Giurie sono riservati. I Giurati s’impegneranno a non divulgare né a trarre ispirazione dai progetti sottoposti alla loro valutazione.

ART. 7 - SVOLGIMENTO DEL CONCORSO

La valutazione delle Storie sarà effettuata dalla Giuria che selezionerà una rosa ristretta di Soggetti.

ART. 8 - INFORMAZIONI

I concorrenti potranno consultare il sito www.pelasgo968.it o la pagina Facebook:

Onda d’urto (scrivi il film) per avere informazioni sul Concorso.

ART. 9 – DIRITTI ED OBBLIGAZIONI

L’Autore deve essere esclusivo titolare di tutti i diritti d’autore sul Soggetto.

Qualora il Soggetto si rivelasse essere non libero da diritti di terzi o non nella titolarità degli Autori, il progetto presentato verrà escluso dal Concorso

Tutti i diritti relativi ai Soggetti rimarranno a tutti gli effetti nella piena ed esclusiva titolarità degli Autori.

I concorrenti sono in ogni caso responsabili in proprio della tutela della paternità delle opere presentate. In caso di controversia il Premio e tutti i promotori, patrocinatori e partner coinvolti nel Concorso non potranno essere in alcun modo chiamati in causa.

 Gli autori dei Progetti Finalisti e vincitori del Premio, nonché gli Autori dei progetti che venissero eventualmente segnalati dal Premio a terzi si impegnano ad inserire in tutti i contratti di cessione e/o concessione e/o licenza dei diritti su tali Soggetti l’obbligo per il Cessionario e/o Concessionario e/o Licenziatario di menzionare l’attribuzione dei riconoscimenti ricevuti, della segnalazione e/o del sostegno nella forma e/o logo come comunicato dal Premio

ART. 10 - ACCETTAZIONE DEL BANDO E DEL REGOLAMENTO

Mediante la sottoscrizione della scheda di partecipazione e l’invio dei Progetti l’Autore accetta tutto quanto previsto dal presente Bando di Concorso e le norme del relativo Regolamento ivi contenute.

L’Autore rinuncia irrevocabilmente ad ogni pretesa e ad ogni azione, richiesta o rivalsa nei confronti degli Organizzatori del Concorso, della Giuria e di tutte le persone a qualsiasi titolo coinvolte nel Concorso e li sollevano sin da ora da ogni responsabilità in merito.

La mancata osservanza delle modalità di partecipazione o delle modalità di presentazione dei progetti, previste dal presente Bando e dal Regolamento, sarà considerata causa di esclusione dal Concorso.

ART. 11 - NATURA DI CONCORSO LETTERARIO

 Il Premio “SCRIVI IL FILM”, avendo natura di concorso letterario, rientra nelle esenzioni di cui all’art. 6 D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 (esenzione dalla applicazione della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonché delle manifestazioni di sorte locali).

ART. 12 - INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 13 DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 196/2003

(Codice in materia di protezione dei dati personali)

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE PELASGO 968, titolare del trattamento, informa che i dati personali forniti saranno utilizzati per consentire ai concorrenti di prendere parte al Concorso – disciplinato dalle disposizioni di cui al presente regolamento – ed usufruire del premio che eventualmente verrà assegnato a seguito di detta partecipazione.

I dati personali, il cui conferimento è facoltativo ma necessario per le suddette finalità, non saranno comunicati e verranno trattati manualmente e con mezzi elettronici.

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE PELASGO 968 comunica altresì che competono ai Partecipanti i diritti di cui all’art. 7 del Decreto legislativo n. 196/2003 tra i quali quello di ottenere la cancellazione, l’aggiornamento, la rettifica e l’integrazione dei dati nonché di opporsi, per motivi legittimi, al trattamento degli stessi.

Tali diritti potranno essere esercitati rivolgendosi all’ASSOCIAZIONE PELASGO 968.

INFO: scriviilfilm@gmail.com

 

Il Presidente dell’Associazione

Dott. GianMario Cherubini


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALICE MUNRO: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2013
07/12/2016
ALICE MUNRO: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2013
Tredicesima donna a vincere il Nobel per la letteratura, la Munro è nata il 10 luglio del 1931 nella città di Wingham, in Ontario ed è la prima canadese a ricevere il prestigioso premio. Iniziò a scrivere da adolescente e nascondeva la sua inclinazione come una passione proibita.
07/12/2016
ALICE MUNRO: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2013

Tredicesima donna a vincere il Nobel per la letteratura, la Munro è nata il 10 luglio del 1931 nella città di Wingham, in Ontario ed è la prima canadese a ricevere il prestigioso premio. Iniziò a scrivere da adolescente e nascondeva la sua inclinazione come una passione proibita.

La prima raccolta di racconti(è considerata una maestra della short novel) fu pubblicata nel 1968 e riscosse ampi consensi da parte della critica. In seguito ha vinto prestigiosi premi letterari e a partire dagli anni ottanta e novanta ha di regola pubblicato una raccolta ogni quattro anni. I suoi racconti partono dalla descrizione della vita quotidiana per scandagliare poi le profondità dell’animo umano, fra le sue opere più famose: Il sogno di mia madre(2001), La vista da Castle Rock(2007 e 2009), Troppa felicità(2011). La scrittrice canadese non era fra le favorite, fra gli altri nomi circolavano quelli del siriano Adonis, dell’algerino Assia Dejabar, dell’israeliano Amos Oz. Per l’Italia c’erano anche le candidature di Dacia Maraini e Umberto Eco.
RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
02/12/2016
RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE
Premio Pulitzer nel 1960, il romanzo di Harper Lee merita di essere senz'altro rispolverato e a distanza di oltre cinquant'anni mantiene intatto tutto il suo fascino. Harper Lee è una strana scrittrice, amica di Truman Capote, fu spinta proprio da quest'ultimo a mettere sulla carta i racconti della sua infanzia che andava facendo al grande scrittore. Così lasciò il suo lavoro e nacque TO KILL A MOCKINGBIRD(Uccidere un usignolo) tradotto in italiano nel bellissimo IL BUIO OLTRE LA SIEPE, una volta tanto affascinante quanto l'originale.
02/12/2016
RIPRESI DALLO SCAFFALE: IL BUIO OLTRE LA SIEPE

Premio Pulitzer nel 1960, il romanzo di Harper Lee merita di essere senz'altro rispolverato e a distanza di oltre cinquant'anni mantiene intatto tutto il suo fascino. Harper Lee è una strana scrittrice, amica di Truman Capote, fu spinta proprio da quest'ultimo a mettere sulla carta i racconti della sua infanzia che andava facendo al grande scrittore. Così lasciò il suo lavoro e nacque TO KILL A MOCKINGBIRD(Uccidere un usignolo) tradotto in italiano nel bellissimo IL BUIO OLTRE LA SIEPE, una volta tanto affascinante quanto l'originale.

Perché se da un lato uccidere un usignolo è un peccato davvero grave poiché parliamo di un animale innocuo che anzi ci allieta col suo canto, dall'altro, il titolo italiano fa riferimento a tutto ciò che ci è vicino ma che nonostante tutto non conosciamo e anzi ci fa paura. La storia è risaputa, tutto il libro è narrato in prima persona da una bambina: Scout, ambientato negli anni trenta nell'Alabama del sud dove il problema razziale era particolarmente sentito. Atticus, il padre di Scout, come avvocato si troverà a difendere da una grave accusa un uomo di colore e ...non sveliamo altro perché la storia è davvero appassionante e per, chi non l'ha ancora letta, merita di essere goduta appieno. Il buio oltre la siepe presenta inoltre più livelli di lettura. La spensieratezza dell'infanzia che prima o poi finisce col dover fare i conti con la scoperta della durezza della vita, il rapporto padre-figlio, il problema razziale, l'assurdità di certi pregiudizi: nel libro trovate un po' tutto questo e molto ancora. Dopo quel 1960, si sarebbe compiuta la stagione dei Martin Luther King e dei Kennedy. Sosteneva un critico: vale mille volte di più il libro di Harper Lee che tanti discorsi sull'intolleranza e il razzismo. Come non essere d'accordo?

SISTO V NEL CINEMA E NELLA MUSICA
30/11/2016
SISTO V NEL CINEMA E NELLA MUSICA
La figura di Sisto V non è stata soltanto oggetto di studio da parte di ricercatori in campo storico o religioso. Prova ne sia il fatto che anche il cinema e la musica si sono occupati del suo personaggio dai tratti particolarmente burberi ma non per questo meno affascinanti sotto vari profili. E' infatti del 1911 un cortometraggio muto di circa 13 minuti diretto ed interpretato da Luigi Maggi, vero e proprio pioniere del cinema italiano delle origini. Di genere naturalmente storico, su soggetto di Arrigo Frusta e la fotografia di Giovanni Vitrotti, per la casa di produzione Ambrosio, il film vede come protagonista, oltre al già citato Luigi Maggi, Mary Cléo Tarlarini: la prima vera stella del cinema muto italiano. Fra gli altri interpreti: Alberto Capozzi, Giuseppe Gray, Oreste Grandi, Ercole ed Ernesto Vaser, Norina Rasero.
30/11/2016
SISTO V NEL CINEMA E NELLA MUSICA

La figura di Sisto V non è stata soltanto oggetto di studio da parte di ricercatori in campo storico o religioso. Prova ne sia il fatto che anche il cinema e la musica si sono occupati del suo personaggio dai tratti particolarmente burberi ma non per questo meno affascinanti sotto vari profili. E' infatti del 1911 un cortometraggio muto di circa 13 minuti diretto ed interpretato da Luigi Maggi, vero e proprio pioniere del cinema italiano delle origini. Di genere naturalmente storico, su soggetto di Arrigo Frusta e la fotografia di Giovanni Vitrotti, per la casa di produzione Ambrosio, il film vede come protagonista, oltre al già citato Luigi Maggi, Mary Cléo Tarlarini: la prima vera stella del cinema muto italiano. Fra gli altri interpreti: Alberto Capozzi, Giuseppe Gray, Oreste Grandi, Ercole ed Ernesto Vaser, Norina Rasero.

Andando molto avanti negli anni e arrivando al 1976, troviamo Signore e signori, buonanotte.

Commedia satirico-grottesca  di 118 minuti suddivisa in 7 episodi della cooperativa 15 maggio, vale a dire un gruppo di registi fra i quali: Luigi Comencini, Furio Scarpelli, Ettore Scola, Nanni Loy, Leo Benvenuti e Luigi Magni.

Proprio quest'ultimo dirige Il santo soglio.

Due cardinali, interpretati da Mario Scaccia e Sergio Graziani, nella Roma del '500 si fanno la guerra per arrivare al soglio di Pietro. Durante il conclave ottengono lo stesso numero di voti  e cominciano ad eliminare i cardinali che credono abbiano sostenuto l'avversario.

A questo punto il cardinale decano propone di eleggere, per un papato di transizione, qualcuno che non abbia molto da vivere.

La scelta cade su Felicetto de li Caprettari interpretato da Nino Manfredi  il quale quando gli viene annunciata la propria elezione rivela che la sua malattia è tutta una finzione secondo un piano portato avanti negli anni proprio per arrivare alla desiderata elezione.

La sua prima azione da pontefice sarà proprio quella di far giustiziare i due cardinali che aspiravano a guidare la Chiesa di Roma.

L'episodio come dicevamo è diretto da Luigi Magni ed è ispirato, pur non spendendone il nome, alla vicenda di Papa Sisto V.

Fra gli interpreti degli altri episodi troviamo: Adolfo Celi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Senta Berger.

Giungiamo così al 1983.

Sempre per la regia di Luigi Magni, con il film: State buoni se potete con Johnny Dorelli e Philippe Leroy.

Della durate di 149 minuti con il montaggio di Ruggero Mastroianni e le musiche di Angelo Branduardi, la pellicola narra la storia di San Filippo Neri(interpretato da Johnny Dorelli) nella Roma del '500.

La vicenda romanzata del santo alle prese con un gruppo numeroso di bambini che raccoglie dalle strade e ospita all'interno della sua chiesa, si intreccia con il suo incontro con un vecchio frate cercatore.

Con lui Don Filippo si lascia andare ad alcune considerazioni critiche sull'operato del Papa Sisto V, reo di aver effettuato riforme quantomeno esagerate.

Quando uno dei suoi protetti sarà condannato a morte, l'unica via di salvezza sarà quella di recarsi, per salvarlo, da Papa Sisto.

Sorpresa delle sorprese: il vecchio frate altri non era se non il Papa travestito il quale affascinato dalla figura di Don Filippo finisce per nominarlo cardinale il quale però riifuta chiedendo in cambio la liberazione del ragazzo.

Incredibile a dirsi, Papa Peretti ha colpito anche la fantasia anche di uno dei più noti autori della canzone italiana: Claudio Baglioni, il quale ha composto una canzone in romanesco che porta il suo nome. “Sisto fa foco e fiamme tutt'intorno quasi che fusse già venuto inverno 
dice che ce prepara al callo dell'inferno ... “ recita una delle strofe della canzone dove viene sottolineata ancora una volta tutta l’intransigenza del pontefice.  La canzone è del 1975 ed è inserita nell’album “Sabato pomeriggio”

 

 

 

 

 

 

 

Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana
25/11/2016
Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana
L’altro giorno, trovandomi al bar del mio paese a sorseggiare il mio caffè quotidiano, ho assistito ad una scena per certi versi curiosa. Un ragazzo e lo zio di mia conoscenza, seduti ad un tavolo del locale, stavano intrattenendo una discussione. L’adulto, emigrato negli Stati Uniti parecchi anni fa, comunicando con il nipote usava spesso termini che lasciavano perplesso il giovane. Questi non ne comprendeva chiaramente il significato, per cui il dialogo si interrompeva frequentemente. Ad esempio ricordo che lo zio, avendo avuto la necessità di soffiarsi il naso, esclamò: “
25/11/2016
Evoluzioni e salvaguardia della lingua siciliana

L’altro giorno, trovandomi al bar del mio paese a sorseggiare il mio caffè quotidiano, ho assistito ad una scena per certi versi curiosa. Un ragazzo e lo zio di mia conoscenza, seduti ad un tavolo del locale, stavano intrattenendo una discussione. L’adulto, emigrato negli Stati Uniti parecchi anni fa, comunicando con il nipote usava spesso termini che lasciavano perplesso il giovane. Questi non ne comprendeva chiaramente il significato, per cui il dialogo si interrompeva frequentemente. Ad esempio ricordo che lo zio, avendo avuto la necessità di soffiarsi il naso, esclamò: “

Dunn’è l’ammuccaturi?”.  Lasciando basito il nipote il quale comprese il significato del termine solo dopo avergli visto uscire dalla tasca un fazzoletto. La cosa che più mi ha colpito in questa situazione è il fatto che - nonostante i due parlassero in dialetto siciliano - fossero evidenti delle difficoltà di comunicazione. Erano a confronto due generazioni e due diverse esplicazioni dello stesso dialetto.

Ma a cosa può essere dovuto un fatto del genere? Secondo me ha influito in maniera determinante il naturale adattamento di alcuni termini di uso comune, ai vari contesti socio-culturali nel susseguirsi degli anni. La diffusione dei mass-media (e della televisione in particolare) ha enormemente favorito questo processo di scarnificazione del dialetto arcaico. Insomma il dialetto si è evoluto.

Tutte le lingue sono soggette a questo processo evolutivo, senza il quale - secondo me - andrebbero a morire. È importantissimo che una lingua come quella siciliana che da più di 2500 anni ha resistito a svariate dominazioni (acquisendo da ognuna quei termini che i suoi parlanti hanno ritenuto opportuno adottare, magari “sicilianizzandoli” ma che è rimasta intatta nella sua struttura) si adatti a quelli che sono i tempi moderni. Oggi, a maggior ragione, vista la considerazione sbagliata che hanno avuto e che purtroppo continuano ad avere anche molti siciliani stessi della loro lingua - considerandola spesso sinonimo di ignoranza e cercando di allontanarla il più possibile dai loro dialoghi - è necessario fare in modo di utilizzare una forma di scrittura più comprensibile ai giovani, che li avvicini il più possibile alla lettura, che faccia sì che la sentano più vicina a quello che è il loro modo di esprimersi. Senza cadere però in inutili italianismi, ma utilizzando invece quei termini che - per consuetudine - sono entrati a far parte della lingua siciliana, soppiantando gli stessi sinonimi più arcaici. Ciò non significa che questi stessi termini - anche se desueti - non debbano essere tutelati. Anzi si dovrebbe fare in modo di far leggere ai giovani testi di letteratura del passato affinché - confrontandoli con quelli moderni - possano comprendere lo spirito di questa terra, la cultura del loro stesso popolo che deve andar fiero delle sue tradizioni, cercando di salvaguardarle e tutelarle, così com’è sempre

accaduto sin dalla notte dei tempi.

 

Giuseppe Gerbino

 

 

Wislawa Szimborska, poetessa  (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1° febbraio 2012)
19/11/2016
Wislawa Szimborska, poetessa (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1° febbraio 2012)
Quando una poetessa come lei se ne va non si prova tristezza o un qualsiasi altro sentimento in cui malinconia, nostalgia, senso di vuoto, tristezza la fanno da padroni.
19/11/2016
Wislawa Szimborska, poetessa (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1° febbraio 2012)

Quando una poetessa come lei se ne va non si prova tristezza o un qualsiasi altro sentimento in cui malinconia, nostalgia, senso di vuoto, tristezza la fanno da padroni.

Quando una poetessa come lei se ne va si pensa soltanto a tutte le cose belle che
ci lascia in dono per sempre col suo stile inconfondibile retto su tonalità basse, in sordina.
Di lei rimangono il suo senso dell'umorismo, la diffidenza verso qualsiasi scuola e gruppo letterario, il suo stupore verso i mille miracoli dell'esistenza.
Nella rubrica letteraria che teneva e in cui rispondeva a poeti e scrittori esordienti,
spesso li esortava a lasciar perdere e a dedicarsi a un'attività ugualmente gratificante: la lettura.
Sopra ogni cosa crediamo rimanga il discorso tenuto per la consegna del Nobel per la Letteratura
tutto incentrato su quelle due parole magiche. "non so".
Anche il poeta, se è vero poeta, deve ripetere di continuo a se stesso "non so". Con ogni sua opera cerca di dare una risposta, ma non appena ha finito di scrivere già lo invade il dubbio e comincia a rendersi conto che si tratta d'una risposta provvisoria e del tutto insufficiente. Perciò prova ancora una volta e un'altra ancora, finché gli storici della letteratura non legheranno insieme prove della sua insoddisfazione di sé, chiamandole "patrimonio artistico"
Davvero straordinaria, ciao Wislawa!

AD ALCUNI PIACE LA POESIA(W.SZIMBORSKA)
Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace -
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
La poesia -
ma cos'è mai la poesia?
Più d'una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.

STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?
16/11/2016
STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?
Stiamo remando tutti nella stessa direzione? Domanda riferita naturalmente all'ambito culturale e in prima battuta ai cosiddetti operatori culturali. O, se vogliamo dirla tutta, a noi associazioni che siamo impegnate in prima linea in questo sforzo sempre più immane di tenere in piedi un settore che scricchiola davvero di brutto. Se in periodi di crisi economica il “buon” Marchionne espatria in Usa, o in Canada, o in Serbia, o … fate voi, l'operatore culturale tipo Pelasgo non può alzarsi la mattina, caricare le sue scartoffie, i suoi bravi volumi di poesia, la sua piccola stilografica,
16/11/2016
STIAMO REMANDO TUTTI NELLA STESSA DIREZIONE?

Stiamo remando tutti nella stessa direzione? Domanda riferita naturalmente all'ambito culturale e in prima battuta ai cosiddetti operatori culturali. O, se vogliamo dirla tutta, a noi associazioni che siamo impegnate in prima linea in questo sforzo sempre più immane di tenere in piedi un settore che scricchiola davvero di brutto. Se in periodi di crisi economica il “buon” Marchionne espatria in Usa, o in Canada, o in Serbia, o … fate voi, l'operatore culturale tipo Pelasgo non può alzarsi la mattina, caricare le sue scartoffie, i suoi bravi volumi di poesia, la sua piccola stilografica,

salutare tutti i parenti e gli amici e …  ricominciare una nuova vita culturale magari in Nuova Zelanda(citiamo questo paese perché un nostro anziano collega aveva studiato a fondo il Paese in cui trascorrere gli ultimi anni e dopo attento studio aveva individuato la patria All Blacks per una serie di motivi ora lunghi da spiegare in queste poche righe).

E già, l'operatore culturale resta al suo posto a combattere, a cercare di risalire e di far risalire la china, a far quadrare i pochi euro a disposizione.

Si lavora sul territorio, si lavora per il presente e soprattutto per il futuro, si lavora per dare dignità alle nostre vite e a quelle di coloro che vivono con noi, anche se spesso neanche se ne accorgono, almeno all'inizio.

Torniamo però alla domanda iniziale.

Remiamo tutti nella stessa direzione?

La nostra esperienza, come Pelasgo, ci ha portato a contatto con una molteplicità di realtà associative, nella quasi totalità sostenute da personalità davvero notevoli sia per quanto concerne la preparazione che sotto l'aspetto della motivazione.

Persone davvero encomiabili sotto ogni punto di vista che però... 

Ecco, qui c' è da scrivere un però, per rilevare come a volte ciascuno resti ancorato al proprio orticello più o meno grande, come a volte trattandosi  di proprie iniziative ci si faccia in quattro, quando poi è l'altra associazione...beh, ci siamo capiti.

Quello che sarebbe auspicabile è il poter operare in rete, collaborando insieme a quello che poi è  l'obiettivo comune, o no?

 

CI RIMANGO MALE...
12/11/2016
CI RIMANGO MALE...
Ci rimango male, quando la gente definisce il dialetto una “lingua di serie B”. Ci rimango male, quando i Poeti (quelli veri, con la P maiuscola) anziché scrivere le loro emozioni, allineati e coperti dietro le uniformi uniformanti della lingua italiana, non rompono le righe seguendo il loro primo istinto,
12/11/2016
CI RIMANGO MALE...

Ci rimango male, quando la gente definisce il dialetto una “lingua di serie B”. Ci rimango male, quando i Poeti (quelli veri, con la P maiuscola) anziché scrivere le loro emozioni, allineati e coperti dietro le uniformi uniformanti della lingua italiana, non rompono le righe seguendo il loro primo istinto,

quello che trasmette l’emozione dell’immediatezza attraverso quella scorciatoia che mette in comunicazione i pensieri con la parola: il dialetto.

Ci rimango male, se vedo che chi salta il fosso dell’omologazione, non trova chi possa risolvere i dubbi che vengono quando si vuole trasformare in forme grafiche un suono: il dolce suono delle parole dialettali. Sono pochissimi i centri culturali dove si “insegna dialetto”: segno di mancanza di fondi, e/o mancanza di capacità e di interesse?

Ci rimango male, quando mi rendo conto che sono pochi quelli che cercano di risolvere quei dubbi: pensano che non esistano regole e scrivono di conseguenza, usando lessico, sintassi e ortografia approssimate alle loro capacità. Forse sono loro che innescano quel meccanismo perverso che si innesca leggendo composizioni “scritte male” e che quindi abbassano il livello della qualità del linguaggio? Lo fanno perché non c’è chi insegna, o perché si sentono “imparati”?

Ci rimango male, esaminando centinaia di poesie in tutti i dialetti d’Italia e constatando che la maggior parte dei poeti riserva al vernacolo solo un certo tipo di sensazioni, argomenti, emozioni: quelle legate ai ricordi, alla tradizione, a fatterelli più o meno ironici. Difficilmente vengono affrontati temi Alti e Grandi, come se esprimersi in dialetto impedisse di esplicitare concetti sociali o politici, filosofici o religiosi, intimisti o universali.

Ci rimango male, quando vedo che i Poeti con la P maiuscola: quelli che raggiungono altissimi livelli di espressione curando sia la tecnica che il sentimento (che è la sola condizione in cui si possa parlare di Vera Poesia), vengano quasi messi da parte o esibiti come comprimari nelle varie premiazioni o recensioni. Mi accade, purtroppo è la regola, di assistere alle premiazioni dei concorsi e vedere che i premi e le premiazioni dei concorrenti siano sempre in funzione di un’attenzione maggiore per chi si esprime in lingua anziché in dialetto. Come se l’impegno nella ricerca, nell’approfondimento, nel mantenimento e nella diffusione dei dialetti, passasse in secondo piano rispetto alla facilità di espressione, all’inutile complicazione dello scritto rispetto al parlato e alla desolante omologazione delle forme e dei contenuti, di chi si esprime in italiano.

Ci rimango male, vedendo che nel “mare magnum” della poesia, i pochi “rari nantes” non vengono soccorsi perché destinati comunque ad essere perduti. È vero che  battersi per il dialetto è una battaglia di retroguardia, perché comunque la guerra si sta perdendo ed è solo questione di tempo la sparizione degli idiomi locali? A favore di che? Di una lingua sempre più sgrammaticata, sempre meno pura, sempre più appiattita come la sua poesia?

Ci rimango male quando le mie idee vengono bollate come faziose e preconcette: anni di esperienza diretta e approfondita sull’argomento, mi autorizzano ad esprimere certi concetti senza paura di essere smentito. Forse i faziosi sono quelli che non si rendono conto di far male alla poesia. (“… soffio leggero de pensiero umano/ amica che ce pija pe la mano/ e ciarigala sogno e fantasia.”)

Ci rimango male a dover fare certe considerazioni. Ci rimango molto male.

                                                                    Maurizio Marcelli

 

 

 

MASSIMO LUGLI: IL THRILLER ITALICO A TINTE FORTI.
11/11/2016
MASSIMO LUGLI: IL THRILLER ITALICO A TINTE FORTI.
Nome ormai consolidato nel panorama narrativo italiano per quanto riguarda il thriller, Massimo Lugli riversa nei suoi lavori quanto assorbito sul terreno come giornalista di nera. Protagonista dei suoi romanzi un giornalista: Marco Corvino, appunto di cronaca nera, che deve vedersela con serial killer e psicopatici che si muovono in una Roma quanto mai oscura.
11/11/2016
MASSIMO LUGLI: IL THRILLER ITALICO A TINTE FORTI.

Nome ormai consolidato nel panorama narrativo italiano per quanto riguarda il thriller, Massimo Lugli riversa nei suoi lavori quanto assorbito sul terreno come giornalista di nera. Protagonista dei suoi romanzi un giornalista: Marco Corvino, appunto di cronaca nera, che deve vedersela con serial killer e psicopatici che si muovono in una Roma quanto mai oscura.

Le storie sono a tinte forti e Lugli non risparmia al lettore crudezze e crudeltà somministrate con un linguaggio esplicito che lascia ben poco all'immaginazione. Che dire di più? Il thriller è ben strutturato, il protagonista simpatico, le figure che si muovono di contorno credibili e ben tratteggiate. La storia ti prende e ti porta fino alla fine in un crescendo di efferatezze e colpi di scena a volte spiazzanti, a volte un po' meno, ma il lavoro non è da buttar via e con un certo compiacimento scopriamo che anche il noir italico abbraccia stili e tematiche in maniera meno provinciale e con quella durezza che ormai caratterizza il quotidiano anche dell'ex Bel Paese. Consigliato.
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