CESARE DE RUGERIIS: IL NOSTRO RICORDO

8 Aprile 2021

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CESARE DE RUGERIIS: IL NOSTRO RICORDO
(Villa Petto 1932 – Castel Castagna 2019)

Cesare De Rugeriis: una intera vita dedicata alla famiglia, al lavoro e, per quanto ci riguarda, alla poesia. Un passione, questa, da lui coltivata fin dall’età giovanile, che l’ha portato a scrivere più di mille composizioni, in lingua e in vernacolo, con cui ha partecipato a numerosi Concorsi Letterari in diverse città italiane, compreso il nostro, molti vincendoli, e sempre distinguendosi per bravura e ispirazione. È stato socio dell’Associazione “Settembrata Abruzzese”, raccogliendo lodevoli consensi per la bellezza della sua arte. È stato inoltre un componente di primo piano della Scuola Poetica Teramana, segnalandosi nei diversi Recitals poetici che si tengono a Teramo presso le varie Associazioni Culturali, quali “Teramo Nostra” e “Schop Art”, e in altri Recitals che si svolgono in varie città d’Abruzzo.
Appassionato anche di musica, ha fatto parte del Coro di San Gabriele, distinguendosi per la sua bella e stentorea voce tenorile. Ma ciò che lo ha contraddistinto è stata la sua profonda fede religiosa e, da questa ispirato, ha scritto due opere che sono due autentici gioielli di arte poetica. Una è la “Via Crucis”: sono composizioni in vernacolo che raccontano, una per Stazione, le quindici Stazioni della Via Crucis; l’altra è un pregevole poemetto sulla Vita di San Gabriele, scritto in perfette terzine dantesche. Le altre composizioni, e sono, come è stato già detto sopra, tantissime, saranno pubblicate a cura della figlia.
Oltre alla fede, ma a questa strettamente connesse, altre tematiche scaturiscono dalla vena poetica di Cesare De Rugeriis: e sono le tradizioni, gli ambienti, i personaggi della sua terra, la Valle Siciliana; ed è l’amore per la natura, per le azzurre vette del Gran Sasso, per le sue vallate, per le sue aspre pareti e le magie dei suoi canaloni, che lui dipinge con sapienti pennellate d’un pittore. Tutte tematiche che si rinvengono nell’ispirata silloge intitolata “All’ombre de lu Gran Sasse”: una voluminosa opera che raccoglie larga parte della sua produzione poetica, a partire dagli anni giovanili, in cui fornisce un genuino, fulgido esempio di linguaggio vernacolare, assolvendo altresì a un altro compito, quello, altamente meritorio, di sottrarlo alla corrosione e all’oblio del tempo.
Anche per quanto riguarda lo stile De Rugeriis è stato un autore molto versatile, sia nella lingua italiana che in quella vernacolare. Egli ha saputo usare, come pochi, la metrica, ricorrendo a versi di tutti i tipi: ottonari, settenari, decasillabi, ecc., anche se, e giustamente, il suo metro preferito è stato l’endecasillabo, il verso più bello e più nobile della poesia italiana. Ha composto un considerevole numero di sonetti, di acrostici, di rondò, di quartine, con un gioco di rime, soprattutto alternate ed incrociate (le rime più belle), che scorrono naturali ed eleganti nelle rigorose ma sempre agili cadenze del ritmo.
Ciao, Cesare: a te il nostro commosso ricordo.

Associazione Pelasgo 968

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