L’arte abusata

So che quanto segue darà fastidio a molti, troppi forse, ma – come si dice – “meglio essere antipatici e dire ciò che si pensa, che risultare simpatici solo perché si dice ciò che gli altri vogliono sentirsi dire”. Naturalmente, trattasi solo ed esclusivamente della mia opinione, per quanto rispettabile, anche opinabile, ci mancherebbe!

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per la poesia e l’arte in genere, e col passare degli anni ho sempre cercato di capire cosa sia davvero la poesia, o meglio, cosa sia davvero poesia.

Un giorno, poi, sentii una piccola vocina che mi parlava, dapprima non capivo, dopo, ascoltandola più attentamente capii che era lei, la mia Musa.

Ecco, anche io ero stato “condannato” a essere poeta.

Da allora ho iniziato ad affinare questa dote… E se è vero che, o ce l’hai dalla nascita o non ce l’avrai mai, è pur vero che va affinata, coltivata, maturata nel tempo…

Ultimamente si abusa troppo dell’appellativo di poeta e della parola “poesia”, quindi, a mio parere, si abusa troppo della poesia stessa.

Ma come si fa a stabilire se uno scritto sia davvero poesia o soltanto incolonnamento di parole?

Differenti e discordanti sono i pareri degli esperti, degli intellettuali, dei critici.

Già, i critici, questi super uomini colti che spesso (non tutti naturalmente) sono come gli eunuchi:

Sanno cos’è l’amore, lo hanno visto fare, ma non l’hanno mai fatto.

Spesso dipende da loro portare alle stelle o alle stalle un autore e/o un’opera; io dico invece che dipende dai lettori oggi e dipenderà dai posteri domani.

Ma torniamo alla poesia. Cos’è la poesia?

Una forma d’arte, la più nobile, a detta di molti.

Allora cos’è l’arte?

L’arte è il connubio perfetto tra contenuto e forma, credo che su questo siamo tutti d’accordo.

Cos’è  allora il contenuto?

E’ tutto ciò che esprime sentimenti, emozioni, sensazioni, che va rispettato a prescindere, sì, ma rispetto non vuol dire considerare arte qualcosa che non lo è!

Insomma, tutti i contenuti, da quelli più “alti” e lirici, a quelli più “semplici” vanno rispettati, ma ciò non vuol dire che siano pregni di poesia.

Il contenuto deve avere anche una forma! Una delle tante che comprende la poesia, ma deve averla!

Non bastano certo dei versi che suonano bene a fare poesia, così come non basta incolonnare parolone colte e ricercate, senza sentimento alcuno.

Oggi, alcuni, solo perché non usano la punteggiatura o solo perché magari – secondo loro – hanno escogitato una nuova forma, credono di fare poesia, ma così non è!

Non ci si improvvisa poeti, così come non ci si improvvisa musicisti o pittori, ecc.

Per suonare bisogna conoscere la musica; per dipingere bisogna conoscere le tecniche di base del disegno! E per fare poesia?

Ah, no, per fare poesia, basta stravolgere la sintassi, poi, ci metti dentro qualche parolona, poi, basta suddividere il tutto in versi ed è fatta. Ma che è una ricetta?

Ma quando mai!

Intanto credo che quando si fa qualcosa e la si vuole fare bene, la si debba conoscere, la si debba studiare in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue forme, per poi magari scegliere quella che si addice di più al nostro modo di intenderla e di farla.

Oggi no, oggi basta andare controcorrente e già ci si sente poeti, artisti…

Picasso, per esempio, prima di inventare il cubismo passò per il realismo; conosceva benissimo la tecnica di base e tutto ciò che riguarda la pittura.

Oggi invece, credo che ci siano troppi “picasso” improvvisati, che credono di essere originali ricercando quell’originalità e quel genio che,  – così come la dote di poeta – o ce l’hai o non ce l’avrai mai!

Ma allora, cos’è davvero poesia?

Beh, credo che non ci sia una risposta davvero esaustiva e credo che non ci sia bisogno di capire cosa sia davvero poesia, perché quando lo è te ne accorgi, quando è poesia lo senti, anche se non sai spiegarlo…

Invece so benissimo cosa non lo è!

Ma troppa presunzione, troppa arroganza, pochissima umiltà ho notato fra “poeti” che credono di esserlo, ma non lo sono.

“Ma tu, allora, ti senti un vero poeta?” direte!

No, non mi sento un vero poeta e non so neanche se la mia sia vera poesia, però, cerco sempre di migliorare, cerco sempre di confrontarmi e crescere, cerco sempre la critica costruttiva e non il complimento gratuito.

Ecco, questo vorrei che capissero molti che come me hanno la passione per la poesia.

Poeti non ci si improvvisa! La poesia non si improvvisa! Della poesia non si abusa!

Se lo fai non sei un poeta e non ami la poesia.

Per concludere, tanto per dare un’idea di quello che è il succo di quanto ho scritto:

Chi non si emozionerebbe davanti a un disegno fatto da un bambino? Chi avrebbe il coraggio di dire che non ci sia sentimento e contenuto in quegli scarabocchi?

Ma soprattutto, chi avrebbe il coraggio di definirla arte?

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